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Cervino - Traversata dal Bishorn

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Tutto comincia con un messaggio di Giacomo che mi chiede se puo' dare il mio numero di telefono a un ragazzo che sta cercando di concatenare a piedi tutti i 4000 delle alpi in un'estate e che e' in cerca di un compagno di cordata per fare la Blanche e proseguire per la Peuterey fino in vetta al bianco. La sola idea del progetto traversata mi ispira parecchio. Passa qualche giorno e mi scrive Teodoro, che ha gia' fatto la salita in solitaria, e ora si sposta verso il Vallese. Dopo un breve scambio, accetto la sua proposta (anche se tra me e me avevo gia' accettato ancora prima di sapere di cosa si trattasse nel dettaglio) di fare una lunga cavalcata in cresta dal Bishorn fino al Cervino. Dopo non poche peripezie per lasciare la macchina nella valle di Anniviers, che offre solo parcheggi a disco di durata breve o a pagamento solo con copechi di latta svizzera, mi incontro con Teodoro, l'unico campeggiatore di Zinal senza una tenda. Capisco subito che la cordata sara' legata da una certa alchimia, e dopo alcuni preparativi ci incamminiamo verso la morena retrostante la Cabane de Tracuit. Il sentiero e' ripido e non sono abituato al peso della torre di Pisa che mi porto sulle spalle, con cibo per 6 giorni, sacco a pelo, sacco da bivacco e materassino. Dopo mezz'ora di cammino inizio ad abituarmi allo zaino; con un po' di conversazione il tempo vola e ci mettiamo a preparare una piazzola per passare la notte. Segue una giornata impegnativa: dopo il Bishorn, nessuno osa proseguire. I rifugi non avevano saputo fornirci informazioni sulle condizioini della cresta, e quindi la attacchiamo con cautela, battendo traccia in neve a volte fonda e ripulendo la roccia. Nonostante il vento e la fatica l'umore rimane ottimo e, giunti in vetta, guardiamo giu' verso lo Schalibiwak. Le condizioni della Schaligrat sono invernali, e buttiamo un occhio sulla via normale, dalla quale compare quasi per teletrasporto Alex, una guida austriaca che sta salendo di corsa tutte le montagne intorno a Randa con l'obiettivo di raggiungere ciascun 4000 in meno di 6 ore dal suo punto d'appoggio. Scendiamo insieme e troviamo un ottimo posto da bivacco qualche minuto sopra il Weisshornhutte. Il giorno successivo scendiamo a valle e, dopo un bel bagno in un torrente gelido, ci trasferiamo in zona Rothornhutte. Approfittiamo della lunga camminata per raccontarci e conoscerci un po'. Da qui, dopo 3 ore di sonno, partiamo con discreto ritmo per lo Zinalrothorn, che raggiungiamo al sorgerere del sole. Una rapida discesa, l'incontro con un folle alpinista di altri tempi che gira senza casco e senza corda, facciamo merenda, smontiamo il campo base e attacchiamo la normale all'Obergabelhorn, che sembra non finire mai. Proseguiamo per la Arbengrat in discesa. La neve si e' umidificata, e con un po' di giri in giro e calate, riusciamo ad evitarla quanto piu' possibile. Scendiamo infine il lungo canale che ci conduce all'Arbenbiwak, dove dormiamo un lungo e profondo sonno... Scherzavo, dormiamo 3.5 ore per poi scendere a valle e risalire verso la capanna Hornli, da cui intravediamo il nostro obiettivo: la capanna Solvay. Le gambe stranamente collaborano, nonostante la fatica dei giorni precedenti e, in meno di quanto ci aspettassimo, ci troviamo in vetta: un momento emozionante per Teodoro che raggiunge la meta' della traversata e, per la prima volta da che ci siamo incontrati, fa una telefonata (in realta' due) dalla cima di una montagna. In breve scendiamo al rifugio Carrel, chiuso per lavori. Passiamo la notte li' vicino (per chi fosse interessato, il posto da bivacco si trova poco sopra, dove sorgeva la capanna Luigi Amedeo di Savoia) e alla mattina, con un vento rabbioso ma molto localizzato, scendiamo. Inizia il lungo rientro che mi riportera' a Zinal con i mezzi pubblici. Saluto Teodoro che si incammina verso Cervinia, dove incontrera' i compagni che lo seguiranno nella prossima tappa di questo lungo viaggio. Il resoconto "geografico" del giro e' solo una parte di questa traversata, che mi ha consentito di conoscere una persona straordinaria che sono sicuro che diventera' un prezioso compagno di avventure. To be continued...